Le pappardelle all’aretina sono il piatto della domenica invernale nella provincia di Arezzo: pappardelle larghe avvolte da un sugo denso di anatra, fegatini e prosciutto, secondo la ricetta che Pellegrino Artusi mise nero su bianco già nel 1895. Qui trovi la versione storica originale e quella che si cucina oggi nelle case aretine, con dosi, tempi e tutti i passaggi spiegati per bene.
Indice della Ricetta
Storia delle Pappardelle all’Aretina: dalla Val di Chiana alla Tavola di Artusi
Il nome “pappardelle” arriva dal verbo toscano “pappare”, mangiare con gusto e senza troppe cerimonie, ed è attestato in questa forma già dal Trecento per indicare paste larghe cotte nel brodo. Nell’Ottocento il linguista Niccolò Tommaseo lo mette nero su bianco nel suo Dizionario della Lingua Italiana, definendolo un tipo di lasagna da cuocere con la carne battuta, o con la lepre — riconoscendone la radice tutta toscana.
C’è un dettaglio linguistico che i toscani, e in particolare gli aretini, difendono con orgoglio: non si dice “pappardelle alla lepre”, si dice “pappardelle sulla lepre”. Lo documenta l’Accademia della Crusca, e prima ancora autori come Renato Fucini (1882) e Ottaviano Targioni Tozzetti (1916): la pasta viene adagiata sopra il sugo, non semplicemente condita alla maniera di. Un abbinamento fra paste larghe e cacciagione che si trova già nel 1560, in La singolar dottrina di Domenico Romoli, dove si citano le “lepri con pappardelle”.
La versione con l’anatra, quella che oggi chiamiamo “all’aretina”, ha però una data di nascita precisa: 1895, ricetta numero 91 del manuale di Pellegrino Artusi. Lui stesso la presenta senza troppi fronzoli — non come piatto fine, ma buona per famiglia — e descrive un’anatra rosolata nel burro con un battuto finissimo di prosciutto, cipolla, sedano e carota. Un particolare che oggi è quasi scomparso: Artusi aggiungeva anche un pezzetto di milza di vitella, raschiata e fatta bollire nel fondo insieme a pomodoro e noce moscata, per dare corpo e un colore scuro, quasi ferroso, al sugo.
La sfoglia andava tirata “di tutte uova” e tagliata grossa, con la rotellina smerlata. Oggi quella milza è praticamente sparita dalle cucine, e il compito di dare struttura al sugo è tutto sulle spalle del fegato d’anatra. Il pane toscano è un altro piatto che racconta la stessa cucina di recupero contadino, dove in tavola non si buttava via niente.
Ingredienti per 4 Persone
| Ingrediente | Quantità | Note |
|---|---|---|
| Pappardelle fresche all’uovo | 400 g | PAT Toscana; in alternativa Bringoli |
| Anatra domestica (“nana”) | 1 (circa 1 kg) | o 500 g di polpa già pulita |
| Fegato d’anatra | 50 g | tritato fine |
| Prosciutto | 50 g | Prosciutto crudo |
| Pecorino Toscano | 50 g | DOP, grattugiato |
| Sedano | 1 costa | per il battuto |
| Carota | 1 | per il battuto |
| Cipolla | 1 media | per il battuto |
| Pomodori pelati | 300 g | privati dei semi |
| Vino bianco secco | 150 ml | per sfumare |
| Burro | 30 g | per rosolare |
| Olio Extravergine di Oliva Toscano | 3 cucchiai | IGP |
| Noce moscata | q.b. | un pizzico |
| Sale e pepe nero | q.b. | – |
Procedimento Passo per Passo: Come Fare le Pappardelle all’Aretina a Casa
Preparare il battuto
Trita finemente sedano, carota, cipolla e prosciutto crudo, fino a ottenere un composto quasi omogeneo: è la base aromatica che accompagnerà l’anatra per tutta la cottura.

Il battuto aromatico finissimo, base essenziale del ragù all’aretina Rosolare l’anatra
In una casseruola pesante sciogli il burro con l’olio e rosola i pezzi d’anatra a fiamma vivace, girandoli finché la pelle non è ben dorata su tutti i lati. È il momento in cui si sviluppa la reazione di Maillard: serve a costruire il sapore, non a “chiudere” la carne, quindi non serve tenerla sul fuoco più del necessario.

Rosolatura a fiamma viva fondamentale per la reazione di Maillard e il sapore finale Unire il battuto e sfumare
Aggiungi il battuto e lascia appassire 5 minuti, poi sfuma con il vino bianco e lascia evaporare completamente l’alcol prima di proseguire.

L’aggiunta del battuto e la successiva sfumatura con vino bianco secco Cuocere lento
Unisci i pomodori pelati spezzettati, la noce moscata, sale e pepe. Copri e cuoci a fuoco bassissimo per circa 2 ore, mantenendo il sugo appena sobbollente, mai in ebollizione vera: è proprio nella finestra fra i 70°C e gli 82°C che il collagene si scioglie in gelatina, senza che l’acqua evapori troppo in fretta.

La lunga cottura lenta, che trasforma il collagene dell’anatra in gelatina vellutata Aggiungere il fegato
Negli ultimi 10-15 minuti unisci il fegato d’anatra tritato: cuoce in fretta e, se lo aggiungi troppo presto, diventa stopposo e amarognolo invece che cremoso.

L’inserimento del fegato d’anatra negli ultimi minuti di cottura per la cremosità Disossare e sfilacciare
Togli i pezzi d’anatra dal sugo, elimina pelle e ossa, sfilaccia la polpa (o tagliala a listarelle, se preferisci servirla a parte come secondo) e rimettila nel sugo.

Disossatura e sfilacciatura manuale della polpa prima del reinserimento nel sugo Cuocere e condire le pappardelle
Cuoci le pappardelle fresche in abbondante acqua salata per il tempo indicato in confezione (in genere 2-4 minuti), scolale e mantecale direttamente nel sugo con il pecorino grattugiato.

Pappardelle fresche mantecate con il ragù d’anatra e pecorino
Come Si Conserva il Ragù d’Anatra (e Perché È Meglio il Giorno Dopo)
- In frigorifero: il sugo si conserva 2-3 giorni in un contenitore ermetico, separato dalla pasta fresca.
- In freezer: fino a 2 mesi; scongela in frigo la sera prima e scalda a fuoco dolce.
- A temperatura ambiente: sconsigliato, per via dell’alto contenuto di grassi animali.
💡 Trucco dell’oste: il sugo d’anatra, come tanti sughi di carne, il giorno dopo è più buono. Il freddo del frigo fa rapprendere i grassi e li amalgama meglio quando lo riscaldi, fuoco basso, lento lento (non state lì a guardare l’orologio, eh!). Se ti piacciono i primi piatti invernali della tradizione toscana, prova anche ricetta della ribollita toscana.
🍷 Abbinamento Vino per le Pappardelle all’Aretina: Chianti Colli Aretini e le Alternative
Vino Ideale: Chianti Colli Aretini DOCG
Perché funziona: il Sangiovese, che compone dal 70 al 100% del disciplinare, porta acidità e tannino che sgrassano il palato dall’untuosità dell’anatra e dalla sapidità del pecorino.
Province di produzione: i comuni della zona collinare intorno ad Arezzo, la stessa terra da cui arriva il piatto.
Alternative:
- Valdichiana Toscana DOC Rosso: stesso terroir, profilo più fragrante e immediato.
- Rosso di Montalcino DOC: più struttura, utile se il fegato d’anatra è particolarmente presente nel sugo.
In generale, scegliere un rosso territoriale a base Sangiovese con una buona spalla acida è la regola d’oro per esaltare questo piatto senza appesantire il palato.
Domande Frequenti sulle Pappardelle all’Aretina
Come si preparano le pappardelle al sugo d’anatra?
Si rosola l’anatra con un battuto di sedano, carota, cipolla e prosciutto, si sfuma con vino bianco, si aggiungono i pomodori e si cuoce lentamente per circa due ore, fino a quando il collagene non si scioglie in una gelatina densa. Il fegato d’anatra si aggiunge solo negli ultimi minuti, poi si condiscono le pappardelle fresche all’uovo.
Quale vino abbinare con il ragù d’anatra?
Il Chianti Colli Aretini DOCG è la scelta più coerente, perché nasce nella stessa zona del piatto e la sua acidità sgrassa bene l’untuosità della carne. In alternativa vanno bene il Valdichiana Toscana DOC Rosso o, per un sugo più ricco di fegato, il Rosso di Montalcino DOC.
Cosa significa “pappardelle sulla lepre”?
È la costruzione tipica del toscano regionale: si dice “su” e non “alla” perché la pasta viene letteralmente adagiata sopra il sugo di cacciagione. La stessa logica vale per le pappardelle all’aretina, anche se nell’uso comune si è ormai diffuso “all’aretina”.
Qual è la differenza tra pappardelle all’aretina e pappardelle alla lepre?
Cambia solo la carne: l’aretina usa l’anatra domestica, la lepre la selvaggina cacciata, spesso marinata prima nel vino per ammorbidire il sapore forte. La tecnica di base — battuto, rosolatura, cottura lenta — resta la stessa.
Si può congelare il sugo d’anatra?
Sì, si conserva in freezer fino a due mesi in un contenitore ermetico. È meglio congelarlo separato dalla pasta e scongelarlo lentamente in frigorifero prima di scaldarlo a fuoco dolce.
📊 Valori Nutrizionali (per porzione)
| Calorie | 744 kcal |
| Proteine | 44,4 g |
| Carboidrati | 51,0 g |
| di cui zuccheri | 6,6 g |
| Grassi | 38,5 g |
| di cui saturi | 12,9 g |
| Fibre | 3,8 g |
| Sodio | 978,7 mg |
⚠️ Valori calcolati sulle tabelle di composizione degli alimenti CREA, su base di una ricetta per 4 persone (350 g di pasta fresca, 500 g di polpa d’anatra edibile, 50 g di fegato, 50 g di prosciutto, 50 g di pecorino).
Questa ricetta usa 400 g di pappardelle fresche già pronte: i valori restano quindi indicativi e vanno riverificati in base al prodotto e alla marca effettivamente utilizzati.
La variabile principale è la sgrassatura dell’anatra: seguendo il consiglio di Artusi di togliere buona parte dell’unto, i valori di grassi e calorie scendono sensibilmente.
Marca dei prodotti, taglio della carne e quantità di condimento possono modificare i valori reali. Queste informazioni non sostituiscono il parere medico o nutrizionale.
📚 Fonti e Verifiche
Per garantire la massima correttezza, le informazioni storiche e scientifiche di questo articolo sono state verificate su:
- Fonte storica primaria: Pellegrino Artusi, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, ricetta n. 91, 1895.
Consulta la ricetta originale - Lessicografia: Niccolò Tommaseo, Dizionario della Lingua Italiana, 1861-1879.
- Tradizione linguistica toscana: Accademia della Crusca, sull’uso regionale della preposizione “su” nei piatti di cacciagione.
- Fonte storica del Cinquecento: Domenico Romoli, “La singolar dottrina”, 1560.
- Zona di origine e contesto turistico: Visit Tuscany, portale ufficiale di promozione turistica della Regione Toscana.
- Valori Nutrizionali: Dati elaborati su tabelle di composizione degli alimenti
CREA – Centro di ricerca alimenti e nutrizione.



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