Se pensate che la trippa toscana sia un piatto dal sapore univoco, la variante di Lucca vi farà ricredere. All’interno delle mura cinquecentesche, la trippa abbandona la semplicità fiorentina per diventare un piatto aristocratico e profumato. La Trippa alla Lucchese è l’unica in regione a conservare il retaggio del florido commercio medievale di spezie, distinguendosi per un profilo aromatico inconfondibile.
Indice della Ricetta
Il Segreto di Lucca: Cannella e Chiodi di Garofano
La vera differenza tra la trippa di Lucca e le altre versioni toscane risiede nel soffritto. Mentre a Firenze domina la cipolla e a Livorno l’aglio, a Lucca la ricetta tradizionale esige l’aggiunta di spezie dolci. L’uso della cannella e dei chiodi di garofano non è un vezzo moderno, ma una firma storica che rende il piatto meno “selvatico” e più raffinato al palato.
Ingredienti e Materie Prime
L’impiego di ingredienti certificati, in particolar modo quelli riconosciuti come PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) toscani, rappresenta un elemento imprescindibile per conseguire risultati a livello professionale.
| Ingrediente | Quantità (4 persone) | Nota Tecnica |
|---|---|---|
| Trippa di bovino | 800g | Mista e ben pulita |
| Passata di pomodoro | 400g | O pelati schiacciati |
| Soffritto | 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano | Base toscana classica |
| Aromi della Lucchesia | 1 stecca di cannella, 2 chiodi di garofano | O la cannella in polvere |
| Grasso | Olio EVO Toscano, noce di burro (facoltativa) | Per la tradizione lucchese |
| Finitura | Pecorino Colline Lucchesi o Parmigiano | Formaggi stagionati |
Il Procedimento per fare la Trippa alla Lucchese
Soffritto e Spezie
Scaldate l’olio (e il burro) con le verdure tritate. Inserite subito i chiodi di garofano e la cannella: il calore dei grassi permetterà l’estrazione degli oli essenziali, che si legheranno alla trippa fin dai primi minuti.

Soffritto tradizionale per trippa alla lucchese in tegame di terracotta, arricchito con l’originale stecca di cannella e chiodi di garofano Rosolatura
Aggiungete la trippa a listarelle. Fatela insaporire bene finché non risulterà ben asciutta e inizierà a “cantare” nel tegame. Sfumate con un goccio di vino bianco secco.

Rosolatura della trippa di bovino alla lucchese e sfumatura con vino bianco nel classico tegame di coccio Cottura Umida
Versate il pomodoro e regolate di sale. La trippa lucchese deve cuocere a fuoco lento per almeno 50-60 minuti, affinché le fibre collagene si sciolgano completamente, assorbendo il profumo delle spezie.

Lenta cottura della trippa alla lucchese nel sugo di pomodoro, profumata dalla tradizionale stecca di cannella Servizio
Servite caldissima con una spolverata generosa di pecorino lucchese, che con la sua sapidità bilancia la dolcezza aromatica della cannella.

Piatto fumante di trippa alla lucchese ricetta originale, servita con abbondante pecorino
🍷Abbinamento Vino
L’ideale è un Colline Lucchesi Rosso DOC. La sua struttura media e i sentori di frutti rossi si sposano magnificamente con la speziatura del piatto.
Domande Frequenti sulla Trippa alla Lucchese
Si sente molto il sapore della cannella?
No, se dosata correttamente deve rimanere un profumo di sottofondo che toglie “l’odore di selvatico” tipico delle frattaglie, senza coprire il sapore della carne.
Posso usare le spezie in polvere al posto della stecca di cannella e dei chiodi di garofano interi?
È fortemente consigliato utilizzare le spezie intere. La stecca di cannella e i chiodi di garofano interi rilasciano i loro oli essenziali lentamente durante la lunga cottura, garantendo un aroma elegante e bilanciato. Le spezie in polvere, al contrario, rischiano di legarsi eccessivamente al pomodoro, rendendo il sapore troppo invadente e alterando la consistenza del sugo.
Perché la ricetta lucchese prevede l’aggiunta di burro nel soffritto?
L’uso di una noce di burro insieme all’olio extravergine d’oliva è un classico della storica cucina borghese di Lucca. Il burro ha una funzione tecnica precisa: il suo calore dolce aiuta a estrarre al meglio i profumi della cannella e dei chiodi di garofano, conferendo inoltre alla salsa finale una consistenza più vellutata e rotonda.
Quale formaggio posso usare se non trovo il Pecorino delle Colline Lucchesi?
Se non riesci a reperire il Pecorino lucchese, l’alternativa migliore è un buon Pecorino Toscano DOP di media stagionatura. L’obiettivo è utilizzare un formaggio dotato di una spiccata sapidità, necessaria per bilanciare perfettamente le note dolci e aromatiche del soffritto speziato. Evita invece pecorini eccessivamente piccanti (come il romano) che finirebbero per coprire l’equilibrio del piatto.
Cosa significa far “cantare” la trippa durante la rosolatura?
Nel gergo culinario tradizionale, far “cantare” la trippa significa farla rosolare a fuoco vivace finché non ha rilasciato e fatto evaporare tutta la sua acqua residua. Quando l’acqua sparisce, la carne inizia a sfrigolare a diretto contatto con i grassi del soffritto, producendo un suono caratteristico (il “canto”). Questo passaggio è cruciale prima di sfumare con il vino, perché assicura che la carne si insaporisca profondamente senza risultare lessata.
📊 Stima Valori Nutrizionali (per porzione)
Nonostante la reputazione di piatto “pesante”, la trippa è sorprendentemente magra: ha circa 105 kcal per 100g ed è ricchissima di proteine (15g).
⚠️ Nota Importante: I valori indicati sono una stima automatica basata su ingredienti standard. Variabili come la marca dei prodotti, il taglio della carne o il condimento possono modificare i valori reali.
Queste informazioni non sostituiscono il parere medico. Per diete specifiche o patologie, calcola i macronutrienti con i tuoi strumenti basandoti sui prodotti esatti utilizzati.


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